Sexability: parlare di sessualità dopo la lesione midollare (senza tabù)

Sexability: parlare di sessualità dopo la lesione midollare (senza tabù)

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Sessualità e intimità nelle Persone con Lesione Midollare

Sexability: sessualità e disabilità, oltre i tabù della lesione midollare

Parlare di sessualità e disabilità mette ancora in difficoltà molte persone. Eppure il desiderio, il piacere e l’intimità non scompaiono dopo una lesione midollare: cambiano, si trasformano, ma restano parte integrante della vita e dell’identità di una persona.

Da questa consapevolezza nasce Sexability, l’incontro di sensibilizzazione e confronto multidisciplinare organizzato da Wellspect e ORAS di Motta di Livenza, in programma sabato 24 gennaio 2026 a Salgareda (TV). Un appuntamento che affronta in modo diretto, competente e umano il tema della sessualità dopo la lesione midollare, superando stereotipi e silenzi.

Sessualità dopo una lesione midollare: un tema reale, non un tabù

Uno dei falsi miti più diffusi è che la disabilità cancelli la dimensione sessuale. In realtà, numerosi studi e l’esperienza clinica dimostrano che una sessualità appagante dopo una lesione midollare è possibile, se affrontata con informazioni corrette, supporto adeguato e libertà di espressione.

Sexability nasce proprio per questo: creare uno spazio sicuro in cui parlare di intimità, corpo, relazioni e piacere, senza imbarazzi né giudizi. Un’occasione per riconoscere la sessualità come parte fondamentale della qualità della vita delle persone con disabilità.

Un confronto multidisciplinare tra medicina, relazioni e diritti

Durante la giornata si alterneranno contributi di professionisti sanitari ed esperti, con un approccio che integra aspetti:

  • medici e neurofisiologici

  • urologici e riabilitativi

  • psicologici ed emotivi

  • relazionali e sociali

Si parlerà di gestione della vescica e dell’intestino, dispositivi per la sessualità, riscoperta del corpo, vita di coppia, genitorialità e diritto alla sessualità delle persone con disabilità, affrontando anche pregiudizi e tabù ancora molto presenti nella nostra società.

Testimonianze e vissuti: quando il corpo racconta più della teoria

Accanto agli approfondimenti scientifici, Sexability dà spazio alle esperienze di vita reale. Le testimonianze dirette aiutano a capire come la sessualità dopo una lesione midollare non sia un concetto astratto, ma un percorso fatto di adattamenti, scoperte e, spesso, nuove forme di piacere e connessione.

Perché il corpo non è solo funzione: è relazione, emozione, identità. E parlarne apertamente è il primo passo per restituirgli dignità e libertà.

Un evento aperto, anche da remoto

FAIP Regione Veneto segue con particolare attenzione questo appuntamento, che rappresenta un’importante occasione di informazione e sensibilizzazione per persone con disabilità, familiari, caregiver, operatori sanitari e per chiunque voglia approfondire il tema della sessualità e lesione midollare con uno sguardo consapevole e inclusivo.

👉 Link per il collegamento da remoto, per consentire la partecipazione anche a distanza: https://meet.google.com/oaa-swwa-nzf

Perché partecipare a Sexability

Partecipare a Sexability significa:

  • informarsi senza filtri

  • superare stereotipi sulla disabilità

  • riconoscere la sessualità come diritto

  • aprire uno spazio di dialogo autentico

Parlare di sessualità, quando si parla di disabilità, non è provocazione.
È normalità.
Ed è anche un atto di libertà.

Scopri di più: Sito Ufficiale

Sexability - ORAS Motta 24 gennaio 2026
Sexability - ORAS Motta 24 gennaio 2026
Giochi Paralimpici Invernali in Veneto

Giochi Paralimpici Invernali in Veneto

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Giochi Paralimpici Invernali in Veneto

Giochi Paralimpici Invernali in Veneto: Sport, Inclusione e Una Sfida Senza Barriere

Il Veneto si prepara a vivere un momento storico: dal 6 al 15 marzo 2026 la nostra regione sarà protagonista, insieme a Lombardia, Trentino e Alto Adige, dei Giochi Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, un evento straordinario che celebra lo sport, l’inclusione e il valore umano delle persone con disabilità.

Un grande evento internazionale nel cuore delle Alpi italiane

Dopo quasi 70 anni dall’ultima volta — quando l’Italia ospitò i Giochi Invernali nel 1956 — il Veneto torna al centro della scena sportiva mondiale. La Cerimonia di apertura sarà all’Arena di Verona, un luogo dal valore storico e simbolico che, per l’occasione, è stato reso pienamente accessibile a tutte le persone, con interventi strutturali mirati a garantire libertà di movimento e comfort per chiunque partecipi.

Le gare saranno distribuite su più discipline paralimpiche e diverse sedi: Milano ospiterà il Para ice hockey, mentre discipline come biathlon e sci di fondo paralimpico si svolgeranno a Tesero. A Cortina d’Ampezzo, tra le sedi più iconiche delle Dolomiti, si terranno competizioni di curling in carrozzina, sci alpino paralimpico e snowboard paralimpico.


Sei discipline, una sola grande sfida

I Giochi Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 includono sei discipline principali:

  • Sci alpino paralimpico

  • Biathlon paralimpico

  • Sci di fondo paralimpico

  • Para snowboard

  • Para ice hockey

  • Wheelchair curling

Queste competizioni non solo metteranno in luce abilità atletiche straordinarie, ma saranno anche un’occasione per sfatare pregiudizi e mostrare al mondo un diverso modo di affrontare limiti e difficoltà, trasformandoli in forza e resilienza.


Sport + Inclusione: il valore dei Giochi

I Giochi Paralimpici non sono solo una manifestazione sportiva: sono una vetrina mondiale sul potenziale umano, sull’inclusione sociale e sull’accessibilità. Ogni atleta che partecipa racconta una storia di impegno, adattamento e determinazione, ricordando a tutti noi che lo sport non conosce confini quando a guidarlo è la passione.

La presenza di un atleta veneto e portabandiera, come Renè De Silvestro — medagliato nel passato paralimpico e protagonista nella scena sportiva — è un esempio concreto di come la nostra regione non sia solo palco di gare, ma anche terra di atleti che incarnano questi valori.


Un’eredità oltre i Giochi

La preparazione e l’organizzazione di un evento di questa portata lasceranno al Veneto e all’intero Paese una legacy concreta:

  • Accessibilità migliorata negli spazi pubblici e nei trasporti, frutto anche delle opere legate ai Giochi.

  • Visibilità internazionale delle discipline paralimpiche invernali, attirando nuovi atleti, appassionati e curiosi.

  • Maggiore partecipazione nella pratica sportiva inclusiva, con progetti, campus e attività dedicate ai giovani e alle persone con disabilità.


Perché è importante esserci — anche come comunità

Questi Giochi sono un’opportunità preziosa per tutti noi: non solo per tifare o partecipare come spettatori, ma per riflettere sul significato profondo dello sport come veicolo di inclusione sociale, empowerment personale e abbattimento delle barriere, fisiche e mentali.

Attraverso lo sport, persone con disabilità mostrano ogni giorno al mondo che la parola “limite” può essere superata con determinazione, sostegno e spirito di comunità. Milano Cortina 2026 non sarà solo una competizione: sarà una celebrazione della forza umana in tutte le sue forme.

Scopri di più: Sito Ufficiale

Usare lo smartphone dal PC senza le mani

Usare lo smartphone dal PC senza le mani

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Usare lo smartphone dal PC senza le mani

Una vera opportunità per le persone tetraplegiche

Per molte persone tetraplegiche, lo smartphone è uno strumento fondamentale per comunicare, lavorare, informarsi e mantenere relazioni sociali. Allo stesso tempo, però, l’utilizzo diretto del telefono può risultare complesso o addirittura impossibile senza supporti specifici.
Negli ultimi anni la tecnologia ha fatto passi avanti importanti anche su questo fronte, spesso con soluzioni già disponibili e poco conosciute. Una di queste è “Il mio telefono” di Windows, un’applicazione che permette di controllare lo smartphone direttamente dal PC, riducendo – e in alcuni casi eliminando – la necessità di usare le mani.


Cos’è “Il mio telefono” di Windows e perché è interessante

“Il mio telefono” (in inglese Phone Link) è un’applicazione integrata nei computer Windows che consente di collegare lo smartphone al PC. Una volta configurata, permette di:

  • visualizzare e gestire notifiche

  • leggere e scrivere messaggi

  • effettuare e ricevere chiamate

  • accedere alle foto

  • controllare completamente lo smartphone dallo schermo del computer

Ed è proprio quest’ultimo punto a rendere questa funzione particolarmente interessante dal punto di vista dell’accessibilità.


Smartphone controllato dal PC: quando le mani non servono

Per una persona tetraplegica che già utilizza il computer con sistemi alternativi (puntatori oculari, comandi vocali, sensori, joystick adattati), il PC diventa una vera e propria centralina di controllo.
Grazie a “Il mio telefono”, lo smartphone non è più un dispositivo separato, ma viene “portato” dentro il computer, dove può essere gestito con gli stessi strumenti già in uso.

Questo significa, ad esempio:

  • scrivere messaggi WhatsApp o SMS usando la dettatura vocale del PC

  • rispondere alle chiamate senza toccare il telefono

  • aprire app, scorrere contenuti e interagire con lo schermo tramite mouse, tastiera virtuale o sistemi assistivi

  • evitare continui passaggi di dispositivo, spesso faticosi o impossibili

In pratica, lo smartphone diventa accessibile senza doverlo fisicamente usare.


Un vantaggio concreto nella vita quotidiana

Dal punto di vista pratico, questa integrazione può fare una grande differenza nella quotidianità.
Comunicare più velocemente, rispondere in autonomia, lavorare o studiare senza interruzioni: sono aspetti che incidono direttamente su indipendenza, autonomia e qualità della vita.

Un altro elemento importante è che si tratta di una soluzione già disponibile, spesso installata di default su Windows, e quindi senza costi aggiuntivi. In un contesto in cui molti ausili tecnologici hanno prezzi elevati, questo è un aspetto tutt’altro che secondario.


Tecnologia “di serie” che diventa inclusiva

Uno degli aspetti più interessanti di “Il mio telefono” è che non nasce come strumento per la disabilità, ma come funzione pensata per la comodità generale.
Eppure, proprio questo tipo di tecnologia dimostra come le soluzioni più inclusive non siano sempre quelle “specialistiche”, ma quelle progettate bene, flessibili e compatibili con strumenti di accessibilità già esistenti.

Quando un sistema è aperto all’integrazione con comandi vocali, controlli alternativi e software assistivi, diventa automaticamente una risorsa preziosa anche per le persone con disabilità motorie gravi.


Informazione e consapevolezza: il primo passo verso l’autonomia

Molte persone tetraplegiche – e spesso anche familiari, operatori e tecnici – non sono a conoscenza di queste possibilità.
Parlare di strumenti come “Il mio telefono” significa diffondere consapevolezza, far sapere che esistono soluzioni pratiche, già pronte, che possono essere adattate alle esigenze individuali.

La tecnologia, da sola, non risolve tutto. Ma quando viene conosciuta, compresa e integrata correttamente, può diventare un alleato potente per l’autonomia e la partecipazione attiva alla vita sociale.


Condividere per aiutare altri a scoprire nuove possibilità

Articoli come questo hanno valore anche perché possono essere condivisi.
Una semplice condivisione può far arrivare l’informazione a chi ne ha davvero bisogno: una persona tetraplegica, un caregiver, un tecnico, un’associazione.

Spesso il primo ostacolo non è tecnologico, ma informativo. E sapere che usare lo smartphone dal PC senza le mani è possibile può aprire scenari nuovi, concreti e immediatamente applicabili.

Nota finale
Quella descritta è solo una delle tante soluzioni tecnologiche che oggi possono supportare le persone con disabilità motorie gravi.
In altri approfondimenti parleremo anche di strumenti come gli assistenti vocali sugli smartphone, WhatsApp Web, l’utilizzo avanzato dei comandi vocali e delle nuove tecnologie indossabili, come gli smart glasses, che stanno aprendo scenari interessanti in termini di autonomia e accessibilità.

La tecnologia, se conosciuta e utilizzata con consapevolezza, può diventare un vero alleato nella vita quotidiana.

Soluzioni domotiche per persone con gravi disabilità motorie

Soluzioni domotiche per persone con gravi disabilità motorie

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Autonomia in casa

Aprire una porta non dovrebbe essere un ostacolo

Soluzioni domotiche controllabili da PC per persone con gravi disabilità motorie

Per molte persone con gravi disabilità motorie, l’autonomia passa anche da gesti che spesso diamo per scontati: aprire una porta, far entrare qualcuno, uscire di casa senza dover chiedere aiuto.

Oggi la tecnologia offre soluzioni concrete, affidabili e già disponibili, capaci di restituire controllo, sicurezza e dignità, soprattutto quando possono essere gestite direttamente da PC, lo strumento più accessibile per molte persone.


Perché il controllo da computer fa davvero la differenza

Non tutti possono usare uno smartphone.
Molte persone con disabilità motorie utilizzano il PC perché è già adattato con strumenti come:

  • tastiere speciali

  • mouse alternativi

  • sensori di movimento

  • puntatori oculari

Per questo motivo, i sistemi domotici che funzionano tramite browser web rappresentano una soluzione realmente inclusiva: nessuna app obbligatoria, nessun gesto complesso, solo un’interfaccia chiara e personalizzabile.


Home Assistant: quando la casa si adatta davvero alla persona

Tra le soluzioni più flessibili c’è Home Assistant, una piattaforma domotica open source molto diffusa.

https://www.home-assistant.io

La sua forza sta nella possibilità di costruire un sistema su misura, integrando elettroserrature, cancelli e dispositivi di apertura, tutti controllabili da PC tramite browser.

È una soluzione potente, adatta soprattutto a chi ha esigenze specifiche o vive in contesti complessi. Richiede una configurazione iniziale, ma offre un livello di personalizzazione difficile da raggiungere con altri sistemi.


Shelly: soluzioni semplici che funzionano davvero

Non sempre servono impianti complessi.
I dispositivi Shelly sono moduli Wi-Fi compatti che permettono di gestire porte ed elettroserrature in modo efficace.

https://www.shelly.com
https://shop.shelly.cloud

Il loro punto di forza è la semplicità: possono essere controllati anche da interfaccia web su PC, hanno costi contenuti e si integrano facilmente in molti contesti abitativi.

Per molte persone rappresentano il primo passo concreto verso una maggiore autonomia domestica.


Sistemi KNX: affidabilità e continuità nel tempo

Nei contesti più strutturati – abitazioni complesse, condomini, nuove costruzioni – entrano in gioco i sistemi KNX.

https://www.gira.com
https://www.jung.de

Queste soluzioni, installate da professionisti, permettono il controllo di porte e accessi tramite pannelli e interfacce web, utilizzabili anche da computer.

Sono sistemi più impegnativi dal punto di vista economico, ma garantiscono stabilità, durata e integrazione completa.


Comandi vocali: utili, ma non per tutti

Assistenti come Google Assistant e Amazon Alexa possono essere un valido supporto, soprattutto se integrati con altri sistemi.

https://assistant.google.com
https://www.amazon.it/alexa

Tuttavia, non tutte le persone possono o vogliono usare la voce come strumento principale.
Per questo motivo, i comandi vocali funzionano meglio come complemento, non come unica soluzione.


Tecnologia come strumento di libertà

Parlare di domotica accessibile significa parlare di diritti, non di comfort.
La possibilità di aprire una porta in autonomia cambia il modo di vivere la casa, le relazioni e il tempo.

Diffondere informazioni su queste soluzioni significa aiutare le persone a scegliere consapevolmente, senza false promesse e senza tecnicismi inutili.


In sintesi

Una casa accessibile non è una casa “speciale”.
È una casa che risponde ai bisogni reali di chi la vive.

Rendere una casa più accessibile non significa acquistare un prodotto, ma costruire una soluzione attorno alla persona.
L’ortopedia aiuta a comprendere i bisogni funzionali, il tecnico domotico progetta il sistema, l’elettricista lo realizza in sicurezza.
Solo lavorando in modo coordinato è possibile ottenere un ambiente davvero accessibile, utilizzabile ogni giorno e capace di restituire autonomia reale.

Da dove partire, in pratica

Valutare i bisogni della persona

Rivolgersi a un’ortopedia o a un centro ausili permette di valutare le reali capacità motorie e gli strumenti di accesso già utilizzati, come PC, mouse adattati o puntatori oculari.
Quando presente, il terapista occupazionale aiuta a individuare le soluzioni più adatte all’autonomia quotidiana.

Progettare la soluzione domotica

Il tecnico domotico o integratore di sistemi traduce i bisogni della persona in soluzioni tecnologiche concrete, scegliendo i dispositivi più adatti e progettando un sistema realmente utilizzabile da PC.
È la figura chiave per evitare impianti complessi ma inutilizzabili.

Installare l’impianto in sicurezza

L’elettricista qualificato si occupa dell’installazione di elettroserrature, moduli e collegamenti, garantendo sicurezza, affidabilità e conformità alle normative.
Un’esperienza in ambito domotico è fortemente consigliata.

La regola fondamentale

La tecnologia non deve mai essere il punto di partenza.
Un ambiente è davvero accessibile solo quando nasce dai bisogni reali della persona e viene progettato per essere utilizzato ogni giorno, in autonomia.

L’Italia nel cuore dell’Europa dell’inclusione: 27-30 maggio 2026 il Congresso ESCIF a Comacchio

L’Italia nel cuore dell’Europa dell’inclusione: 27-30 maggio 2026 il Congresso ESCIF a Comacchio

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Congresso 2026 a Comacchio

L’Europa si prepara a vivere un evento storico per le persone con lesione al midollo spinale: l’edizione 2026 del Congresso annuale della Federazione Europea delle Associazioni di Persone con Lesione al Midollo Spinale (European Spinal Cord Injury Federation – ESCIF) sarà ospitata per la prima volta in Italia, precisamente al Camping Village Florenz di Comacchio (Ferrara), nell’ultima settimana di maggio 2026.

Questo appuntamento rappresenta un’occasione straordinaria di confronto, crescita e visibilità per il mondo associativo, sanitario e istituzionale italiano e europeo, con l’obiettivo di mettere al centro dell’agenda pubblica tematiche che toccano direttamente la vita, i diritti e il futuro delle persone con lesione midollare.


Un tema che guarda al futuro: “Invecchiare con una lesione midollare”

Il titolo del Congresso 2026 è chiaro e significativo: “Invecchiare con una lesione midollare”. Questo focus non è casuale: grazie ai progressi della medicina e delle terapie riabilitative, oggi sempre più persone con lesione al midollo spinale raggiungono un’età avanzata, e con essa emergono nuove sfide da affrontare insieme.

Negli anni, infatti, la comunità scientifica e associativa ha osservato come l’invecchiamento possa influire non solo sull’aspetto fisico, con potenziali complicanze muscoloscheletriche e metaboliche, ma anche su aspetti psicologici, di autonomia e di partecipazione sociale. Interrogativi come come garantire una qualità di vita elevata per chi vive con una lesione midollare nel corso degli anni, o come predisporre sistemi sanitari e sociali realmente inclusivi, saranno al centro degli incontri, dei workshop e dei tavoli di lavoro del Congresso.


Una location pensata per inclusione e partecipazione

Il Camping Village Florenz, incastonato nella natura della costa adriatica tra Bologna e Venezia, non è solo un luogo bello: è stato scelto con l’intento di creare un ambiente accessibile, accogliente e stimolante, in cui favorire lo scambio diretto tra delegati, esperti, caregiver e persone con lesione midollare.

La recente esperienza del Congresso ESCIF a Zagabria (maggio 2025), che ha visto la partecipazione di delegazioni da oltre venti Paesi europei, ha confermato quanto la dimensione comunitaria, basata su reciproco ascolto e co-progettazione, sia una risorsa fondamentale per costruire soluzioni condivise e realmente efficaci.


Perché questo congresso conta per l’Italia

Ospitare un Congresso così importante non è soltanto un riconoscimento per il movimento associativo italiano — incarnato in FAIP — ma anche una grande opportunità per rilanciare la discussione sui diritti delle persone con disabilità a livello nazionale ed europeo.

Iniziative come questa aiutano a consolidare una rete di relazioni tra associazioni, professionisti della salute, istituzioni e cittadini, stimolando nuove idee per migliorare servizi, strategie di inclusione sociale e modelli di assistenza personalizzata. E in un momento storico in cui l’accessibilità e l’autonomia diventano sempre più prioritarie nei progetti di salute pubblica, essere protagonisti di un evento del genere significa contribuire concretamente al cambiamento.


Un invito a partecipare

Se sei un professionista, un operatore del settore, una persona con lesione al midollo spinale o semplicemente un cittadino interessato a questi temi, maggio 2026 a Comacchio sarà un mese imperdibile. Il Congresso ESCIF sarà un luogo di ascolto, di dibattito, di condivisione di esperienze, idee e buone pratiche da tutta Europa.

Segna la data, segui gli aggiornamenti organizzativi, e preparati a vivere un’esperienza che può segnare una svolta nella riflessione collettiva sull’invecchiamento, l’inclusione e la qualità della vita delle persone con lesione midollare.


Fonti

Congresso 27-30 maggio 2026