This Ability 2026 | Padova

This Ability 2026 | Padova

Blog 9 Categoria: Attualità

Dal 17 al 20 settembre 2026 Padova torna ad ospitare This Ability Veneto, l’iniziativa dedicata all’inclusione e alla partecipazione delle persone con disabilità che quest’anno giunge alla sua terza edizione.

Quattro giornate per incontrarsi, confrontarsi, conoscere e soprattutto contribuire a costruire una cultura nella quale la persona venga prima della disabilità.

This Ability: cambiare lo sguardo sulla disabilità

This Ability Veneto nasce con un obiettivo preciso: contribuire a un cambiamento culturale capace di superare stereotipi, pietismi e una rappresentazione della disabilità concentrata esclusivamente sui limiti.

Al centro c’è invece la persona, con le proprie capacità, aspirazioni, relazioni, diritti e il proprio Progetto di Vita.

L’iniziativa è promossa da MIL – Muoversi in Libertà, insieme a enti, associazioni e realtà impegnate sui temi della disabilità e dell’inclusione.

Il significato è racchiuso già nel nome: non soffermarsi sulla dis-ability, ma parlare di “This Ability”, di questa abilità, mettendo in evidenza ciò che ciascuna persona può essere, scegliere e realizzare.

Una visione che richiama un principio fondamentale del movimento delle persone con disabilità:

“Niente su di noi senza di noi”.

Non semplicemente destinatari di servizi e politiche, quindi, ma persone chiamate a essere protagoniste delle decisioni che riguardano la propria vita e partecipanti attive alla vita della comunità.

L’edizione 2025: dalla riflessione alla partecipazione

L’edizione dello scorso anno, svoltasi a Padova il 13 e 14 settembre 2025, ha rappresentato un importante momento di confronto e partecipazione.

Il programma ha alternato convegni, incontri, sport, spettacoli, mostre ed esperienze aperte alla cittadinanza.

Durante gli incontri sono stati affrontati numerosi aspetti della vita delle persone con disabilità: dal Progetto di Vita alla vita indipendente, dall’accesso al mondo del lavoro al turismo accessibile, dallo sport all’affettività, fino alle nuove opportunità offerte dalla domotica e dall’intelligenza artificiale.

Temi differenti ma collegati da una stessa prospettiva: permettere a ogni persona di poter scegliere e costruire il proprio percorso di vita.

Accanto ai momenti di approfondimento non sono mancate le occasioni di socialità e partecipazione pubblica, con iniziative nelle vie e nelle piazze di Padova capaci di portare il tema della disabilità fuori dai luoghi riservati agli addetti ai lavori e direttamente in mezzo alla cittadinanza.

Perché l’inclusione non riguarda soltanto le persone con disabilità e le loro famiglie.

Riguarda tutti.

Nel 2026 This Ability cresce: quattro giornate a Padova

L’appuntamento è ora con This Ability Veneto 2026, in programma a Padova dal 17 al 20 settembre.

Rispetto alle due giornate dell’edizione precedente, quest’anno la manifestazione si svilupperà nell’arco di quattro giorni, confermando la volontà di ampliare ulteriormente gli spazi dedicati all’incontro, alla conoscenza e alla partecipazione.

Sarà ancora una volta un’occasione per mettere in relazione persone con disabilità, famiglie, associazioni, professionisti, istituzioni e cittadini.

Ma soprattutto sarà un’opportunità per continuare a parlare di disabilità partendo da una prospettiva diversa: diritti, autonomia, possibilità, partecipazione e qualità della vita.

Costruire una società realmente inclusiva

Parlare di inclusione significa andare oltre l’eliminazione delle sole barriere architettoniche.

Esistono barriere culturali, sociali, comunicative e organizzative che possono essere altrettanto limitanti.

Una società inclusiva è quella nella quale una persona con disabilità può studiare, lavorare, praticare sport, viaggiare, costruire relazioni, vivere la propria affettività, partecipare alla vita sociale e decidere del proprio futuro disponendo degli strumenti e dei sostegni necessari.

È anche per questo che iniziative come This Ability Veneto hanno un valore che va oltre i giorni della manifestazione: creano occasioni di incontro tra mondi che troppo spesso continuano a viaggiare separati.

Conoscersi significa comprendere meglio.

Comprendere significa iniziare ad abbattere stereotipi e pregiudizi.

E da qui può nascere un cambiamento culturale reale.

Appuntamento dal 17 al 20 settembre

This Ability Veneto 2026 ci dà quindi appuntamento a Padova dal 17 al 20 settembre 2026.

Quattro giorni per parlare di persone, diritti, autonomia e partecipazione.

Quattro giorni nei quali la disabilità non sarà raccontata soltanto attraverso ciò che una persona non può fare, ma soprattutto attraverso ciò che può scegliere, costruire, condividere e diventare.

FAIP Regione Veneto seguirà con attenzione l’avvicinarsi dell’evento e le informazioni relative al programma dell’edizione 2026.

Padova | 17–20 settembre 2026
THIS ABILITY VENETO 2026

Portale della Disabilità INPS: pratiche, verbali e pagamenti in un unico spazio

Portale della Disabilità INPS: pratiche, verbali e pagamenti in un unico spazio

Blog 9 Categoria: Attualità
inps

Chi presenta una domanda di invalidità civile o di riconoscimento della Legge 104 spesso si trova a dover cercare informazioni tra pagine diverse, telefonate, comunicazioni cartacee e accessi agli uffici. Non sempre è facile capire a che punto sia una pratica, quando sia prevista una visita o dove recuperare un verbale già emesso.

Per semplificare almeno in parte questo percorso, l’INPS ha realizzato il Portale della Disabilità, uno spazio digitale che raccoglie in un unico punto informazioni, documenti e servizi destinati alle persone con disabilità e alle loro famiglie.

Il portale riguarda le procedure legate all’invalidità civile, alla cecità e sordità civile, alla Legge 104/1992, al collocamento mirato previsto dalla Legge 68/1999 e alle domande di riconoscimento ancora in corso.

Controllare lo stato di una domanda

Una delle funzioni più utili è la possibilità di seguire l’avanzamento delle proprie pratiche.

Accedendo all’area personale si possono consultare le domande presentate, sia quelle ancora in lavorazione sia quelle già concluse, verificando le diverse fasi dell’iter sanitario e amministrativo.

Quando prevista, è possibile visualizzare anche la convocazione alla visita con:

  • data;
  • orario;
  • luogo;
  • stato della procedura;
  • eventuali passaggi ancora da completare.

Questo permette di avere una visione più chiara della propria posizione senza dover necessariamente attendere una comunicazione cartacea o contattare ogni volta gli uffici.

Verbali e documenti sempre disponibili

Il Portale della Disabilità consente inoltre di consultare i documenti collegati alla propria pratica, tra cui:

  • il certificato medico introduttivo;
  • le domande presentate;
  • i verbali redatti dalle ASL e dall’INPS;
  • il riconoscimento ottenuto;
  • gli esiti delle diverse fasi del procedimento.

Tra i documenti più importanti vi sono i verbali definitivi relativi all’invalidità civile e alla Legge 104.

In genere, accanto alla versione completa contenente le informazioni sanitarie, può essere disponibile anche il verbale omissis, nel quale diagnosi e dati sensibili non vengono mostrati. Questa versione può essere utilizzata nelle situazioni in cui è necessario dimostrare il riconoscimento ottenuto senza consegnare a terzi l’intera documentazione sanitaria.

Poter recuperare autonomamente questi atti è particolarmente utile quando il verbale cartaceo è stato smarrito, non è ancora arrivato oppure deve essere trasmesso rapidamente a una scuola, a un datore di lavoro, a un ente o a un altro soggetto autorizzato.

Documentazione sanitaria anche online

Attraverso il portale, quando la procedura lo prevede, il cittadino può essere guidato nella trasmissione telematica della documentazione sanitaria necessaria alla valutazione.

Questa possibilità può riguardare:

  • una prima istanza;
  • una domanda di aggravamento;
  • una revisione sugli atti.

Non significa che ogni procedimento possa essere concluso senza visita: la valutazione dipende sempre dal singolo caso e dalle decisioni della Commissione. Tuttavia, poter inviare referti e certificazioni online può ridurre gli spostamenti e rendere più semplice la gestione della pratica, soprattutto per le persone con gravi difficoltà motorie o che necessitano di assistenza.

Avvisi, scadenze e comunicazioni

All’interno del portale sono presenti anche gli avvisi relativi alle domande di prima istanza, alle revisioni e all’indennità di frequenza.

Una sezione specifica raccoglie le comunicazioni inviate dall’INPS, permettendo di controllare eventuali richieste, aggiornamenti o scadenze senza dover ricostruire l’intero percorso attraverso canali differenti.

È comunque consigliabile verificare periodicamente l’area personale e non limitarsi ad attendere notifiche esterne. Una comunicazione non letta o una scadenza trascurata può infatti rallentare una pratica o rendere necessari ulteriori adempimenti.

Pagamenti e cedolini

Il Portale della Disabilità comprende anche una sezione dedicata ai pagamenti e ai cedolini, nella quale è possibile controllare le somme previste e quelle già ricevute per le prestazioni collegate alla propria posizione.

Può essere utile, ad esempio, per verificare l’erogazione di pensioni, assegni, indennità di accompagnamento, indennità di frequenza e altre prestazioni economiche riconosciute dall’INPS.

Avere uno storico consultabile permette di individuare più facilmente eventuali variazioni, sospensioni o importi non corrispondenti a quanto atteso.

Non soltanto un archivio

Il portale non serve esclusivamente a conservare documenti o controllare una pratica.

Al suo interno sono disponibili collegamenti, guide e contenuti dedicati ai principali servizi rivolti alle persone con disabilità e ai caregiver. Tra gli argomenti che possono essere consultati vi sono, ad esempio:

  • Carta europea della disabilità – Disability Card;
  • permessi e congedi previsti dalla Legge 104;
  • prestazioni economiche;
  • assistenza alle persone con disabilità;
  • agevolazioni e contrassegno per la mobilità;
  • informazioni utili per la compilazione dell’ISEE e della DSU;
  • tutorial e guide operative.

La Disability Card, in particolare, è uno strumento destinato alle persone in possesso dei requisiti previsti e permette di attestare più facilmente la propria condizione per accedere a servizi e agevolazioni.

Una parte dell’area personale può inoltre proporre servizi e contenuti coerenti con il profilo dell’utente. Il portale può quindi diventare anche uno strumento di orientamento, aiutando a conoscere opportunità che non sempre vengono comunicate in modo immediato.

Come si accede

Per trovare il servizio è possibile entrare nel sito ufficiale dell’INPS e cercare “Portale della Disabilità” attraverso il motore di ricerca interno.

L’accesso all’area personale richiede una delle credenziali digitali ammesse dall’Istituto, come:

  • SPID;
  • Carta d’identità elettronica;
  • Carta nazionale dei servizi.

Una volta effettuata l’autenticazione, l’utente può consultare i dati riferiti alla propria posizione e utilizzare i servizi disponibili.

Chi incontra difficoltà nell’accesso digitale può rivolgersi a un patronato, a un’associazione abilitata o a una persona di fiducia formalmente delegata, secondo le procedure previste.

La riforma della disabilità e il nuovo ruolo dell’INPS

Con il Decreto legislativo 62/2024 è iniziato un cambiamento importante nel sistema italiano di riconoscimento della condizione di disabilità.

La riforma introduce la nuova valutazione di base e attribuisce progressivamente all’INPS il ruolo di soggetto unico responsabile del procedimento di accertamento. Nelle province interessate dalla sperimentazione, l’iter prende avvio con la trasmissione telematica del nuovo certificato medico introduttivo, senza la successiva domanda amministrativa prevista dal sistema precedente.

Nel 2026 la sperimentazione è attiva in 60 province. In Veneto riguarda Vicenza, Treviso, Venezia e Verona, mentre l’applicazione su tutto il territorio nazionale è prevista dal 1° gennaio 2027.

In questa fase di passaggio è importante verificare quale procedura sia applicata nella propria provincia, perché nei territori non ancora coinvolti continuano temporaneamente a valere le modalità precedenti.

Proprio per questo il Portale della Disabilità è destinato ad assumere un ruolo sempre più centrale: convocazioni, documenti, comunicazioni e avanzamento delle procedure saranno progressivamente gestiti attraverso strumenti digitali collegati all’INPS.

Uno strumento utile, ma non sufficiente in ogni situazione

Il portale può ridurre tempi e incertezze, ma non sostituisce l’assistenza di un professionista o di un ente competente quando la situazione è complessa.

È opportuno rivolgersi a un patronato, a un’associazione o a un legale quando, ad esempio:

  • la domanda viene respinta;
  • il verbale presenta errori;
  • si ritiene che la valutazione non corrisponda alle reali condizioni della persona;
  • è necessario presentare un ricorso;
  • una revisione rischia di compromettere prestazioni già riconosciute;
  • non è chiaro quale procedura seguire.

Il Portale della Disabilità deve quindi essere considerato uno strumento di consultazione, controllo e orientamento, non una risposta automatica a ogni problema.

Conoscere gli strumenti significa conoscere meglio i propri diritti

Chi ha una pratica di invalidità civile, Legge 104, accompagnamento, revisione o indennità di frequenza dovrebbe accedere almeno una volta al portale.

Potrebbero essere già presenti verbali, convocazioni, comunicazioni o informazioni che non si sapeva di avere a disposizione.

Conoscere questi strumenti non elimina la complessità della burocrazia, ma permette di controllare meglio le proprie pratiche, ridurre le attese inutili e affrontare con maggiore consapevolezza i passaggi necessari per ottenere e tutelare i propri diritti.

Portale della disabilità

Fonti consultate

Che cos’è una lesione midollare?

Che cos’è una lesione midollare?

Blog 9 Categoria: Attualità
Lesione midollare e AI

Cause, conseguenze e riabilitazione

La lesione midollare è un danno al midollo spinale che può provocare una perdita parziale o completa delle funzioni motorie, sensitive e autonomiche al di sotto del livello in cui si è verificata la lesione.

Non riguarda quindi soltanto la possibilità di muovere le gambe o le braccia. Può influire anche sulla sensibilità, sulla respirazione, sul controllo della vescica e dell’intestino, sulla sessualità, sulla pressione arteriosa, sulla regolazione della temperatura corporea e su molte altre funzioni essenziali.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo vivono oltre 15 milioni di persone con una lesione midollare. La maggior parte dei casi è conseguenza di eventi traumatici, ma il danno può avere anche cause non traumatiche.

Che cosa sono il midollo spinale e la colonna vertebrale

Per comprendere la lesione midollare è importante distinguere il midollo spinale dalla colonna vertebrale.

La colonna vertebrale è formata da una serie di ossa chiamate vertebre. Ha il compito di sostenere il corpo, permettere i movimenti e proteggere il midollo spinale.

Il midollo spinale, invece, è una struttura delicata composta da tessuto nervoso. Parte dalla base del cervello e attraversa il canale vertebrale. Insieme al cervello forma il sistema nervoso centrale e permette lo scambio continuo di informazioni tra il cervello e il resto del corpo.

Attraverso il midollo passano infatti i segnali che controllano:

  • i movimenti volontari;
  • la sensibilità, come il tatto, il dolore e la temperatura;
  • numerose funzioni automatiche dell’organismo, tra cui pressione sanguigna, attività intestinale e controllo della vescica.

Quando il midollo viene danneggiato, questi segnali possono essere interrotti o alterati.

Che cosa succede in caso di lesione midollare

Gli effetti della lesione dipendono principalmente da due fattori:

  1. il livello della lesione, cioè il punto del midollo in cui si è verificato il danno;
  2. la sua gravità, cioè quanto sono state compromesse le vie nervose.

In generale, più alta è la lesione, maggiore può essere il numero di funzioni coinvolte. Una lesione cervicale può interessare braccia, tronco e gambe, mentre una lesione toracica o lombare coinvolge soprattutto il tronco e gli arti inferiori.

La lesione può causare una perdita temporanea o permanente del movimento e della sensibilità.

Tetraplegia e paraplegia

Quando la lesione interessa la parte cervicale del midollo spinale si parla generalmente di tetraplegia. Possono essere coinvolti, in misura diversa, gli arti superiori, il tronco e gli arti inferiori.

Quando invece la lesione si trova a livello toracico, lombare o sacrale si parla di paraplegia. In questo caso le braccia mantengono la propria funzionalità, mentre vengono interessati soprattutto il tronco e gli arti inferiori.

Tetraplegia e paraplegia non indicano però una condizione uguale per tutti. Due persone con una lesione situata allo stesso livello possono conservare capacità e funzioni differenti.

Lesione completa e incompleta

Una lesione midollare può essere definita completa oppure incompleta.

Nella lesione completa non vengono rilevate funzioni sensitive o motorie nella parte più bassa del midollo, a livello sacrale.

Nella lesione incompleta, invece, alcune vie nervose continuano a trasmettere segnali. Possono quindi essere presenti sensibilità, movimento o entrambi al di sotto del livello della lesione.

La classificazione viene effettuata attraverso uno specifico esame neurologico e mediante la scala internazionale AIS – ASIA Impairment Scale.

È importante chiarire che “completa” non significa necessariamente che il midollo sia stato reciso fisicamente. Indica una classificazione neurologica basata sulle funzioni conservate.

Quali sono le cause di una lesione midollare

Le cause possono essere traumatiche oppure non traumatiche.

Cause traumatiche

Le lesioni traumatiche possono derivare da:

  • incidenti stradali;
  • cadute;
  • incidenti sul lavoro;
  • attività sportive;
  • tuffi in acque poco profonde;
  • traumi da schiacciamento;
  • atti di violenza.

Cadute e incidenti stradali sono tra le principali cause a livello mondiale.

Il trauma può provocare fratture o spostamenti delle vertebre, compressione del midollo, emorragie e gonfiore. Il danno iniziale può inoltre essere seguito da una serie di processi biologici che aggravano la lesione nelle ore e nei giorni successivi.

Cause non traumatiche

Una lesione midollare può essere causata anche da:

  • tumori;
  • infezioni;
  • malattie infiammatorie;
  • patologie degenerative;
  • problemi vascolari, come emorragie o ischemie;
  • malformazioni congenite;
  • sostanze tossiche.

Le lesioni non traumatiche sono in aumento soprattutto nella popolazione anziana, anche a causa della maggiore diffusione di patologie degenerative, vascolari e oncologiche.

Quali funzioni possono essere compromesse

Gli effetti non riguardano soltanto il movimento.

A seconda del livello e della gravità, possono comparire:

  • debolezza o paralisi;
  • riduzione o perdita della sensibilità;
  • alterazione della percezione del caldo, del freddo e del dolore;
  • difficoltà respiratorie;
  • alterazioni della funzione intestinale e vescicale;
  • alterazioni della funzione sessuale e riproduttiva;
  • variazioni della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca;
  • difficoltà nella regolazione della temperatura corporea.

Ogni lesione è diversa. Non tutte le persone presentano gli stessi sintomi e la loro intensità può cambiare nel corso del tempo.

Le possibili complicanze

Una persona con lesione midollare può sviluppare complicanze secondarie che richiedono controlli regolari e una gestione competente.

Tra le più frequenti vi sono:

  • lesioni da pressione;
  • infezioni urinarie;
  • dolore neuropatico o muscoloscheletrico;
  • spasticità;
  • problemi respiratori;
  • trombosi venosa profonda;
  • osteoporosi;
  • alterazioni della pressione arteriosa;
  • disreflessia autonomica;
  • difficoltà psicologiche e sintomi depressivi.

La prevenzione e il trattamento tempestivo di queste complicanze sono fondamentali per tutelare la salute e la qualità della vita.

La fase di emergenza e il trattamento

In presenza di un possibile trauma alla colonna è essenziale evitare movimenti impropri e richiedere immediatamente l’intervento dei soccorsi.

La gestione iniziale può comprendere:

  • immobilizzazione e stabilizzazione della colonna;
  • valutazioni neurologiche e radiologiche;
  • controllo della respirazione e delle funzioni vitali;
  • interventi chirurgici per stabilizzare le vertebre;
  • decompressione del midollo quando necessaria;
  • trattamento delle lesioni associate.

Un’assistenza preospedaliera corretta, cure acute tempestive e un accesso rapido a strutture specializzate possono ridurre il rischio di ulteriori danni e migliorare gli esiti.

Il ruolo della riabilitazione

La riabilitazione è una parte fondamentale del percorso e dovrebbe iniziare il prima possibile, compatibilmente con le condizioni cliniche.

Non consiste soltanto nel tentativo di recuperare il movimento. Il suo obiettivo è permettere alla persona di raggiungere il massimo livello possibile di autonomia, salute, partecipazione e qualità della vita.

Il percorso può coinvolgere:

  • medici fisiatri;
  • neurologi e neurochirurghi;
  • infermieri;
  • fisioterapisti;
  • terapisti occupazionali;
  • psicologi;
  • urologi;
  • pneumologi;
  • assistenti sociali;
  • tecnici ortopedici e altri professionisti.

La riabilitazione può comprendere il recupero delle capacità residue, la prevenzione delle complicanze, l’addestramento all’uso della carrozzina e degli ausili, la gestione della respirazione, della vescica e dell’intestino, l’adattamento dell’ambiente domestico e il sostegno al ritorno allo studio, al lavoro e alla vita sociale.

L’OMS definisce la riabilitazione come un insieme di interventi finalizzati a ottimizzare il funzionamento della persona e a ridurre la disabilità nella relazione con l’ambiente.

Si può guarire da una lesione midollare?

Al momento non esiste una cura capace di riparare completamente ogni tipo di lesione midollare.

Il recupero varia molto da persona a persona e dipende da numerosi elementi:

  • livello e gravità della lesione;
  • caratteristiche del danno;
  • presenza di funzioni residue;
  • tempestività delle cure;
  • condizioni generali di salute;
  • qualità e continuità della riabilitazione.

Le lesioni incomplete presentano generalmente maggiori possibilità di recupero neurologico rispetto a quelle complete, ma non è possibile prevedere con certezza l’evoluzione di ogni singolo caso.

La ricerca sta studiando nuovi approcci, tra cui neurostimolazione, interfacce cervello-computer, intelligenza artificiale, robotica, terapie cellulari e strategie per favorire la rigenerazione nervosa. Si tratta di un settore in rapido sviluppo, ma molte applicazioni sono ancora sperimentali e non rappresentano una cura disponibile per tutti.

Vivere con una lesione midollare

Una lesione midollare cambia molti aspetti della vita, ma non annulla la possibilità di studiare, lavorare, viaggiare, avere relazioni, praticare sport, costruire una famiglia e partecipare pienamente alla comunità.

Molte limitazioni non derivano direttamente dalla lesione, ma dalla mancanza di assistenza adeguata, ausili, accessibilità, opportunità lavorative e sostegno sociale. L’OMS sottolinea infatti che le barriere ambientali, economiche e culturali possono limitare l’autonomia e la partecipazione più della condizione stessa.

Per questo parlare di lesione midollare significa anche parlare di diritti, accessibilità, assistenza personale, inclusione e libertà di scelta.

Conoscere per comprendere

La lesione midollare è una condizione complessa, che coinvolge il corpo ma anche la vita familiare, lavorativa e sociale della persona.

Conoscerla aiuta a superare stereotipi ancora molto diffusi: non tutte le persone con lesione midollare hanno le stesse capacità, non tutte utilizzano la carrozzina nello stesso modo e non tutte affrontano gli stessi problemi.

Ogni persona conserva una propria storia, i propri obiettivi e il diritto di vivere in modo pieno, autonomo e dignitoso.

Vertebre di midollo

L’articolo ha finalità divulgative ed è stato realizzato consultando fonti istituzionali e scientifiche attendibili. Non sostituisce il parere medico.

 

Fonti consultate

Intelligenza artificiale e lesioni midollari: il “ponte digitale” che può aggirare la lesione

Intelligenza artificiale e lesioni midollari: il “ponte digitale” che può aggirare la lesione

Blog 9 Categoria: Attualità
Lesione midollare e AI

Intelligenza artificiale e lesioni midollari: quando la tecnologia prova a fare da ponte oltre la lesione

Quando una persona subisce una lesione al midollo spinale, spesso il problema non è che il cervello smetta di voler comandare il corpo. Il cervello continua a inviare intenzioni: muovere una mano, fare un passo, alzarsi, afferrare un oggetto. Il punto è che il messaggio non riesce più ad arrivare correttamente ai muscoli, perché la lesione interrompe la comunicazione tra cervello, midollo e corpo.

È proprio qui che l’intelligenza artificiale apre una prospettiva affascinante: non “riparare” direttamente la lesione, almeno non oggi, ma aggirarla. Creare cioè un collegamento alternativo, un vero e proprio bypass digitale, capace di leggere l’intenzione del movimento e trasformarla in un comando.

In parole semplici: il cervello pensa il movimento, un sistema tecnologico lo interpreta e un dispositivo stimola il corpo sotto il livello della lesione.

Questa non è più solo fantascienza. Nel 2023 uno studio pubblicato su Nature ha descritto una “brain-spine interface”, un’interfaccia cervello-midollo, che ha permesso a una persona con tetraplegia cronica di stare in piedi, camminare e affrontare anche terreni complessi grazie a un ponte digitale tra segnali cerebrali e stimolazione elettrica del midollo spinale Nature.

Il sistema funziona così: alcuni impianti registrano i segnali prodotti dal cervello quando la persona vuole muoversi; algoritmi di intelligenza artificiale li decodificano, cioè li traducono in informazioni comprensibili; un neurostimolatore invia impulsi elettrici al midollo sotto la lesione, attivando i circuiti nervosi coinvolti nel movimento. Una sintesi clinica pubblicata sempre da Nature parla proprio di un impianto che decodifica i segnali cerebrali e guida la stimolazione del midollo per ristabilire una comunicazione interrotta dalla lesione Nature Clinical Briefing.

La parola chiave è questa: comunicazione.

La lesione midollare interrompe una strada. L’intelligenza artificiale, insieme a neuroprotesi, sensori, elettrodi e stimolazione elettrica, prova a costruire una deviazione. Non cancella il danno, ma cerca un altro percorso per far passare il comando.

Un concetto simile era già stato sperimentato anche per il movimento della mano. In uno studio pubblicato su Nature nel 2016, una persona con quadriplegia è riuscita a controllare alcuni movimenti del polso e della mano attraverso un “neural bypass”: i segnali della corteccia motoria venivano letti, interpretati con algoritmi di machine learning e trasformati in stimolazione dei muscoli dell’avambraccio Nature.

Anche in questo caso il messaggio è potente: se il collegamento naturale è interrotto, la tecnologia può provare a crearne uno artificiale.

Naturalmente bisogna essere molto chiari. Queste tecnologie non sono ancora cure disponibili per tutti. Sono sperimentali, complesse, spesso invasive, costose e ancora da validare su numeri più ampi di persone. Non sappiamo ancora quanto potranno funzionare in lesioni diverse, complete o incomplete, cervicali, dorsali o lombari. Non tutti potranno beneficiarne nello stesso modo.

Però il cambio di prospettiva è enorme.

Per anni la ricerca sulle lesioni midollari si è concentrata soprattutto su due grandi obiettivi: proteggere il midollo dopo il trauma e cercare di favorire la rigenerazione nervosa. Oggi si aggiunge una terza strada: bypassare la lesione, usando l’intelligenza artificiale per collegare ciò che il corpo non riesce più a collegare da solo.

Questo può riguardare il cammino, ma anche e forse soprattutto funzioni fondamentali della vita quotidiana: aprire e chiudere una mano, afferrare un bicchiere, usare una posata, controllare meglio il tronco, migliorare alcuni gesti essenziali per l’autonomia.

Per una persona con lesione midollare, anche un piccolo recupero funzionale può avere un valore enorme. Non serve immaginare subito il miracolo. A volte la vera rivoluzione è poter fare da soli un gesto in più.

L’intelligenza artificiale, in questo campo, non sostituisce il medico, il terapista o la riabilitazione. Li affianca. Aiuta a leggere segnali complessi, ad adattare la stimolazione, a rendere più naturale il controllo del movimento e, un domani, forse, a personalizzare i dispositivi sulle caratteristiche di ogni persona.

La speranza più concreta non è quella di una promessa facile, ma di una medicina sempre più precisa, capace di mettere insieme neuroscienze, riabilitazione, ingegneria e diritti.

Perché la tecnologia, da sola, non basta. Deve diventare accessibile, sicura, sostenibile e pensata davvero per migliorare la vita delle persone. Ma sapere che la ricerca sta provando non solo a “riparare” il danno, ma anche ad aggirarlo, apre una possibilità nuova.

Una lesione può interrompere una strada.
La scienza sta cercando di costruire un ponte.

Estate accessibile in Veneto: il diritto di vivere turismo e vacanze senza barriere

Estate accessibile in Veneto: il diritto di vivere turismo e vacanze senza barriere

Blog 9 Categoria: Attualità
4 aprile – Giornata Nazionale delle Persone con Lesione al Midollo Spinale

L’estate è il tempo delle partenze, delle giornate all’aria aperta, delle città da riscoprire, del mare, della montagna, dei piccoli viaggi anche vicino casa. Per molte persone, però, una vacanza non comincia dalla scelta della meta, ma da una domanda molto più concreta: “Ci potrò arrivare? Potrò muovermi? Troverò servizi davvero accessibili?”.

Parlare di turismo accessibile significa parlare di libertà. Non di un favore, non di una concessione, ma della possibilità per ogni persona di scegliere dove andare, cosa visitare, dove dormire, dove mangiare e come vivere il proprio tempo libero con dignità e serenità.

In Veneto questo tema è particolarmente importante. La nostra regione è una terra ricchissima: spiagge, città d’arte, borghi, ville venete, colline, laghi, montagne, musei, eventi culturali e percorsi naturalistici. Un patrimonio che deve poter essere vissuto da tutti, anche da chi si muove in carrozzina, da chi ha una disabilità sensoriale, cognitiva o motoria, da chi viaggia con un accompagnatore, da famiglie con passeggini, anziani o persone con difficoltà temporanee.

La Regione del Veneto da alcuni anni ha avviato percorsi dedicati al turismo sociale e inclusivo, con attenzione alla rimozione delle barriere architettoniche, alla creazione di itinerari inclusivi e al miglioramento dell’accessibilità nelle aree turistiche. Il progetto regionale “Turismo sociale ed inclusivo”, nato lungo il litorale veneto, è stato poi esteso anche ad altre località di forte interesse turistico del territorio Regione Veneto – Turismo sociale inclusivo.

Ma l’accessibilità non si misura solo con la presenza di una rampa o di un bagno attrezzato. Una località è davvero accogliente quando le informazioni sono chiare, quando il personale è formato, quando i percorsi sono pensati con attenzione, quando una persona può programmare una visita senza dover fare dieci telefonate per capire se riuscirà a entrare.

Per questo sono importanti anche iniziative come TOURISM4ALL, progetto della Regione Veneto dedicato alla promozione di destinazioni turistiche accessibili e alla formazione degli operatori rispetto alle diverse disabilità: motoria, visiva, uditiva e intellettiva Regione Veneto – Progetto TOURISM4ALL. La formazione è un passaggio decisivo, perché spesso la differenza la fanno proprio l’attenzione, la capacità di ascolto e la disponibilità a trovare soluzioni concrete.

Un altro esempio interessante riguarda le guide in Comunicazione Aumentativa Alternativa realizzate per ville venete e siti culturali. Strumenti di questo tipo rendono la cultura più comprensibile e accessibile non solo alle persone con disabilità cognitive o autismo, ma anche a bambini, anziani, persone straniere o visitatori con difficoltà di lettura Regione Veneto – Guide CAA.

Accanto alle progettualità istituzionali, però, c’è un altro livello fondamentale: l’esperienza diretta di chi il turismo accessibile lo vive davvero. Per questo vogliamo citare con affetto Ale e Sara, amiche della nostra associazione e anime del progetto Ruote Libere on the Road.

Sara e Alessia Michielon raccontano viaggi, itinerari, strutture, musei, ristoranti e luoghi del Veneto e d’Italia con uno sguardo concreto, sincero e prezioso. Il loro blog nasce per raccogliere emozioni, ma anche informazioni utili: facilitazioni, difficoltà, accortezze, ostacoli e consigli per rendere l’esperienza di viaggio più semplice per tutti Ruote Libere on the Road.

Il loro motto, “Dove passiamo noi, passano tutti”, dice molto più di tante definizioni. Perché un luogo accessibile non è utile solo a una persona con disabilità. È utile a una mamma con un passeggino, a una persona anziana, a chi si è fatto male a una gamba, a chi ha bisogno di tempi più lenti, a chi vuole vivere un’esperienza senza sentirsi escluso.

Nel loro lavoro Ale e Sara mostrano anche una cosa essenziale: non basta dire “accessibile”. Bisogna spiegare come. C’è parcheggio riservato? L’ingresso è a livello? Il bagno è davvero attrezzato? Ci sono tratti in ghiaia? Serve un accompagnatore? Il percorso è pianeggiante? Il personale è disponibile? Sono domande pratiche, ma per molte persone fanno la differenza tra partire con serenità o rinunciare.

Un esempio è il loro racconto sull’Oasi di Cervara, alle porte di Treviso, dove descrivono un percorso naturale accessibile tra passerelle, ponti in legno e sentieri pianeggianti, segnalando però anche la presenza di ghiaino e la possibile necessità di accompagnamento o propulsore Ruote Libere – Oasi di Cervara. È proprio questo tipo di informazione, onesta e dettagliata, che permette alle persone di scegliere davvero.

Il turismo accessibile, quindi, non è solo una questione turistica. È una questione di partecipazione sociale. Una persona che può andare al mare, visitare una mostra, entrare in un ristorante, dormire in una struttura adatta, prendere un treno o un aereo con assistenza adeguata, non sta semplicemente “facendo una vacanza”. Sta esercitando il proprio diritto a vivere.

Anche i trasporti sono parte fondamentale di questo percorso. Gli aeroporti, ad esempio, prevedono servizi di assistenza per passeggeri con disabilità o ridotta mobilità. L’Aeroporto di Verona segnala un servizio PRM gratuito, da richiedere preferibilmente almeno 48 ore prima della partenza, con supporto nelle varie fasi del viaggio Aeroporto di Verona – Assistenza PRM. Informazioni di questo tipo dovrebbero essere sempre facili da trovare, aggiornate e comprensibili.

Il Veneto ha già esperienze positive. Bibione, ad esempio, viene spesso citata come una destinazione attenta all’accoglienza accessibile, capace di unire mare, sport, natura e partecipazione ANSA – Turismo accessibile a Bibione. Ma la vera sfida è fare in modo che l’accessibilità non resti l’eccellenza di pochi luoghi, bensì diventi una normalità diffusa.

Come associazione, crediamo che il turismo accessibile debba essere costruito insieme: istituzioni, operatori turistici, strutture ricettive, Comuni, associazioni e persone con disabilità. Nessuno conosce meglio gli ostacoli di chi li incontra ogni giorno. Per questo ascoltare esperienze come quelle di Ale e Sara non è solo bello, è necessario.

Rendere accessibile una vacanza significa rendere accessibile una possibilità di felicità. Significa permettere a una persona di non sentirsi un problema da gestire, ma un viaggiatore, un visitatore, un cliente, un cittadino, una cittadina. Esattamente come tutti gli altri.

L’estate accessibile in Veneto non deve essere uno slogan. Deve diventare un impegno concreto: più informazioni, più formazione, più attenzione ai dettagli, più collaborazione e più coraggio nel guardare il territorio con gli occhi di chi, troppo spesso, si trova ancora davanti a una barriera.

Perché una regione davvero accogliente non è quella che apre le porte solo a qualcuno. È quella che trova il modo di aprirle a tutti.

4 aprile – Giornata Nazionale delle Persone con Lesione al Midollo Spinale

4 aprile – Giornata Nazionale delle Persone con Lesione al Midollo Spinale

Blog 9 Categoria: Attualità
4 aprile – Giornata Nazionale delle Persone con Lesione al Midollo Spinale

Un’occasione per conoscere, comprendere e costruire insieme una società più inclusiva

Ogni anno, il 4 aprile segna un momento importante di riflessione e consapevolezza: la Giornata Nazionale delle Persone con Lesione al Midollo Spinale.

Non è solo una ricorrenza, ma un’opportunità concreta per fermarsi, ascoltare e dare spazio a storie che parlano di vita, cambiamento, forza e determinazione.

La lesione midollare rappresenta un evento che trasforma profondamente l’esistenza di una persona e della sua famiglia. Ma accanto alle difficoltà, esiste un percorso fatto di resilienza, adattamento e nuove possibilità, spesso poco raccontato, ma straordinariamente potente.

Questa giornata nasce proprio con l’obiettivo di informare, sensibilizzare e promuovere una cultura dell’inclusione, superando stereotipi e barriere – non solo fisiche, ma anche culturali.


Oltre la disabilità: storie di valore

Le persone con lesione al midollo spinale non sono definite dalla loro condizione, ma dalle loro capacità, dai loro sogni e dal contributo che ogni giorno portano nella società.

Studio, lavoro, sport, relazioni: sono tanti gli ambiti in cui emergono esempi concreti di autonomia e partecipazione attiva.

Raccontare queste storie significa cambiare prospettiva.
Significa passare da una visione assistenziale a una visione basata sui diritti, sulle opportunità e sul rispetto della persona.


Il ruolo della comunità

Una società davvero inclusiva si costruisce insieme.

Accessibilità degli spazi, servizi adeguati, tecnologie assistive, ma anche attenzione, ascolto e consapevolezza collettiva: sono tutti elementi fondamentali per garantire una reale partecipazione alla vita sociale.

In questo percorso, il ruolo delle associazioni è centrale. Realtà come FAIP Regione Veneto, insieme a tante organizzazioni attive sul territorio, lavorano ogni giorno per:

  • tutelare i diritti delle persone con lesione midollare
  • offrire supporto e orientamento
  • promuovere progetti di inclusione e autonomia
  • diffondere una corretta informazione

Una giornata che riguarda tutti

Il 4 aprile non è una giornata “di qualcuno”, ma una giornata di tutti.

Perché parlare di disabilità significa parlare di società, di valori, di futuro.
Significa interrogarsi su quanto siamo davvero pronti ad accogliere, includere e valorizzare ogni persona.


Condividere per creare consapevolezza

Ogni gesto conta. Anche il più semplice.

Condividere un messaggio, partecipare a un’iniziativa, parlarne con altre persone: sono piccoli passi che contribuiscono a costruire una cultura più attenta, più informata e più umana.

Perché dietro ogni storia c’è una persona.
E ogni persona è una risorsa preziosa.

4 aprile 2026