Blog 9 Attualità 9 Estate accessibile in Veneto: il diritto di vivere turismo e vacanze senza barriere
4 aprile – Giornata Nazionale delle Persone con Lesione al Midollo Spinale

L’estate è il tempo delle partenze, delle giornate all’aria aperta, delle città da riscoprire, del mare, della montagna, dei piccoli viaggi anche vicino casa. Per molte persone, però, una vacanza non comincia dalla scelta della meta, ma da una domanda molto più concreta: “Ci potrò arrivare? Potrò muovermi? Troverò servizi davvero accessibili?”.

Parlare di turismo accessibile significa parlare di libertà. Non di un favore, non di una concessione, ma della possibilità per ogni persona di scegliere dove andare, cosa visitare, dove dormire, dove mangiare e come vivere il proprio tempo libero con dignità e serenità.

In Veneto questo tema è particolarmente importante. La nostra regione è una terra ricchissima: spiagge, città d’arte, borghi, ville venete, colline, laghi, montagne, musei, eventi culturali e percorsi naturalistici. Un patrimonio che deve poter essere vissuto da tutti, anche da chi si muove in carrozzina, da chi ha una disabilità sensoriale, cognitiva o motoria, da chi viaggia con un accompagnatore, da famiglie con passeggini, anziani o persone con difficoltà temporanee.

La Regione del Veneto da alcuni anni ha avviato percorsi dedicati al turismo sociale e inclusivo, con attenzione alla rimozione delle barriere architettoniche, alla creazione di itinerari inclusivi e al miglioramento dell’accessibilità nelle aree turistiche. Il progetto regionale “Turismo sociale ed inclusivo”, nato lungo il litorale veneto, è stato poi esteso anche ad altre località di forte interesse turistico del territorio Regione Veneto – Turismo sociale inclusivo.

Ma l’accessibilità non si misura solo con la presenza di una rampa o di un bagno attrezzato. Una località è davvero accogliente quando le informazioni sono chiare, quando il personale è formato, quando i percorsi sono pensati con attenzione, quando una persona può programmare una visita senza dover fare dieci telefonate per capire se riuscirà a entrare.

Per questo sono importanti anche iniziative come TOURISM4ALL, progetto della Regione Veneto dedicato alla promozione di destinazioni turistiche accessibili e alla formazione degli operatori rispetto alle diverse disabilità: motoria, visiva, uditiva e intellettiva Regione Veneto – Progetto TOURISM4ALL. La formazione è un passaggio decisivo, perché spesso la differenza la fanno proprio l’attenzione, la capacità di ascolto e la disponibilità a trovare soluzioni concrete.

Un altro esempio interessante riguarda le guide in Comunicazione Aumentativa Alternativa realizzate per ville venete e siti culturali. Strumenti di questo tipo rendono la cultura più comprensibile e accessibile non solo alle persone con disabilità cognitive o autismo, ma anche a bambini, anziani, persone straniere o visitatori con difficoltà di lettura Regione Veneto – Guide CAA.

Accanto alle progettualità istituzionali, però, c’è un altro livello fondamentale: l’esperienza diretta di chi il turismo accessibile lo vive davvero. Per questo vogliamo citare con affetto Ale e Sara, amiche della nostra associazione e anime del progetto Ruote Libere on the Road.

Sara e Alessia Michielon raccontano viaggi, itinerari, strutture, musei, ristoranti e luoghi del Veneto e d’Italia con uno sguardo concreto, sincero e prezioso. Il loro blog nasce per raccogliere emozioni, ma anche informazioni utili: facilitazioni, difficoltà, accortezze, ostacoli e consigli per rendere l’esperienza di viaggio più semplice per tutti Ruote Libere on the Road.

Il loro motto, “Dove passiamo noi, passano tutti”, dice molto più di tante definizioni. Perché un luogo accessibile non è utile solo a una persona con disabilità. È utile a una mamma con un passeggino, a una persona anziana, a chi si è fatto male a una gamba, a chi ha bisogno di tempi più lenti, a chi vuole vivere un’esperienza senza sentirsi escluso.

Nel loro lavoro Ale e Sara mostrano anche una cosa essenziale: non basta dire “accessibile”. Bisogna spiegare come. C’è parcheggio riservato? L’ingresso è a livello? Il bagno è davvero attrezzato? Ci sono tratti in ghiaia? Serve un accompagnatore? Il percorso è pianeggiante? Il personale è disponibile? Sono domande pratiche, ma per molte persone fanno la differenza tra partire con serenità o rinunciare.

Un esempio è il loro racconto sull’Oasi di Cervara, alle porte di Treviso, dove descrivono un percorso naturale accessibile tra passerelle, ponti in legno e sentieri pianeggianti, segnalando però anche la presenza di ghiaino e la possibile necessità di accompagnamento o propulsore Ruote Libere – Oasi di Cervara. È proprio questo tipo di informazione, onesta e dettagliata, che permette alle persone di scegliere davvero.

Il turismo accessibile, quindi, non è solo una questione turistica. È una questione di partecipazione sociale. Una persona che può andare al mare, visitare una mostra, entrare in un ristorante, dormire in una struttura adatta, prendere un treno o un aereo con assistenza adeguata, non sta semplicemente “facendo una vacanza”. Sta esercitando il proprio diritto a vivere.

Anche i trasporti sono parte fondamentale di questo percorso. Gli aeroporti, ad esempio, prevedono servizi di assistenza per passeggeri con disabilità o ridotta mobilità. L’Aeroporto di Verona segnala un servizio PRM gratuito, da richiedere preferibilmente almeno 48 ore prima della partenza, con supporto nelle varie fasi del viaggio Aeroporto di Verona – Assistenza PRM. Informazioni di questo tipo dovrebbero essere sempre facili da trovare, aggiornate e comprensibili.

Il Veneto ha già esperienze positive. Bibione, ad esempio, viene spesso citata come una destinazione attenta all’accoglienza accessibile, capace di unire mare, sport, natura e partecipazione ANSA – Turismo accessibile a Bibione. Ma la vera sfida è fare in modo che l’accessibilità non resti l’eccellenza di pochi luoghi, bensì diventi una normalità diffusa.

Come associazione, crediamo che il turismo accessibile debba essere costruito insieme: istituzioni, operatori turistici, strutture ricettive, Comuni, associazioni e persone con disabilità. Nessuno conosce meglio gli ostacoli di chi li incontra ogni giorno. Per questo ascoltare esperienze come quelle di Ale e Sara non è solo bello, è necessario.

Rendere accessibile una vacanza significa rendere accessibile una possibilità di felicità. Significa permettere a una persona di non sentirsi un problema da gestire, ma un viaggiatore, un visitatore, un cliente, un cittadino, una cittadina. Esattamente come tutti gli altri.

L’estate accessibile in Veneto non deve essere uno slogan. Deve diventare un impegno concreto: più informazioni, più formazione, più attenzione ai dettagli, più collaborazione e più coraggio nel guardare il territorio con gli occhi di chi, troppo spesso, si trova ancora davanti a una barriera.

Perché una regione davvero accogliente non è quella che apre le porte solo a qualcuno. È quella che trova il modo di aprirle a tutti.